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Wellnessmaxxing: Quando il self care diventa una trappola.

Wellnessmaxxing: Quando il self care diventa una trappola.

 

Negli ultimi tempi, i nostri feed sono stati invasi da un nuovo imperativo: il “wellnessmaxxing”.

Nato come un’evoluzione del “habit-stacking” (la pratica di concatenare abitudini salutari), questo trend sta cercando di trasformare il benessere in disciplina quasi militare.

Non si tratta più solo di salute, ma di ottimizzare, modificare e incastrare quante più attività possibili in una giornata già satura, tutto in nome del ‘self care’.

 

Le origini di questa frenesia possono essere rintracciate nell’ondata di lavoro da remoto post-pandemia, quando è diventato possibile intrecciare compiti domestici e personali durante la giornata lavorativa. Quella che era nata come una risposta pragmatica si è trasformata in una filosofia che tratta ogni momento di inattività come tempo sprecato.

Oggi, il termine “habit-stacking” è stato quasi snaturato, diventando simile a quella che i project manager chiamano “compressione dei compiti” (task compression): il tentativo di far convergere simultaneamente quante più funzioni possibili.

Vediamo così persone che rispondono alle email indossando patch per gli occhi, o che cercano di meditare su un tappeto da camminata con un elmetto per la terapia a luce rossa in testa. Il benessere è diventato un progetto da ottimizzare senza sosta, dove i risultati visibili servono come testimonianza della propria dedizione e disciplina.

Tra pilates princess, run club e Hyrox nel weekend siamo entrati ufficialmente nell’era del “wellness performativo”, dove la cura di sé non è più una pratica privata ma un segnale di status sociale. Indossare maschere viso o patch in pubblico, magari al bar con le amiche, è diventato un simbolo della “wellness girlie”. Tuttavia, questa esposizione costante a routine impeccabili non fa altro che alimentare la nostra ansia di essere sempre la versione migliore di noi stessi.

Quando i feed sono pieni di routine perfette e calma apparente, il nostro cervello le usa come benchmark, erodendo l’autostima quando il divario con la nostra realtà appare troppo grande. Inoltre, gran parte di questo movimento si concentra sull’estetica: il corpo viene trattato come un cantiere infinito per raggiungere un mitico “endgame” estetico.

Alcuni wellness trend sono poi solo estensioni della “diet culture” con un font diverso. Trend come quello della “Pilates Princess” associano l’esercizio a un tipo di corpo specifico (magro e tonico), perpetuando l’idea che la magrezza sia sinonimo di salute.

Questo sistema funziona all’interno di una logica capitalista che prioritizza il profitto: per essere “sani” sembra necessario acquistare leggings da 130 dollari o attrezzature costose come pedane vibranti, che andranno senza dubbio a finire nello sgabuzzino dopo nemmeno due mesi.

Il rischio? Che anche il benessere diventi un lusso accessibile solo a chi è già sproporzionatamente sano e soprattutto, ricco.

Ma come uscire da questo circolo vizioso?

La chiave potrebbe essere smettere di cercare di fare tutto allo stesso tempo e tornare al wellness come strumento per stare bene, che invece di aggiungere carico e stress alla nostra routine lo diminuisce.

Per ritrovare un equilibrio autentico, occorre:

  • Scegliere l’intenzionalità invece della saturazione: Invece di accumulare compulsivamente abitudini, è meglio concentrarsi sulla costruzione di una struttura giornaliera che sia utile per noi stessi, non per l’algoritmo.

  • Abbandonare il mito della perfezione: Come suggerito da alcuni esperti, l’obiettivo dovrebbe essere migliorare dell’1% ogni giorno anziché rincorrere routine insostenibili da 20 step.

  • Recuperare la dimensione privata del benessere: La cura di sé dovrebbe essere fatta per se stessi, non come parte di un trend o di un’esibizione pubblica di status.

La vera libertà consiste nel prendersi cura di sé senza sentirsi in dovere di misurare ogni progresso o di postare ogni rituale.

Il benessere non è una performance da ottimizzare, ma un’esperienza per stare bene, preferibilmente senza il peso (anche letterale) di cavigliere magnetiche mentre si fa la spesa.

Con Amore, Avash Wellness 💌

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