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Burnout: riconoscerlo, prevenirlo e superarlo per ritrovare l'equilibrio

Burnout: riconoscerlo, prevenirlo e superarlo per ritrovare l'equilibrio

“Avrei proprio bisogno di una pausa per ricaricare le energie, staccare e prendere un po’ le distanze dalla routine”, quante volte ti è capitato di sentire questa necessità? Potrebbe non trattarsi di semplice stanchezza ma di burnout.

Non esiste in italiano un termine corrispondente che possa calzare alla perfezione questa problematica, per spiegarlo cerchiamo quindi di portare alla luce tutte le caratteristiche del burnout. In quanto per capire come prevenire un problema o quale sia la migliore soluzione in assoluto, dobbiamo partire dalla sua profonda conoscenza e da una migliore consapevolezza

Cos'è il burnout: definizione, cause e sintomi chiave

Burnout è una parola, o meglio, è una combinazione di due parole di origine inglese: burn che significa bruciare e out che significa fuori, oppure esaurito. Si è iniziato a parlare molto di questo fenomeno negli ultimi anni, ma si tratta di un termine che è stato coniato negli anni ‘70. A parlarne per la prima volta è stato lo psicologo Herbert Freudenberger che lo ha descritto come uno stato di esaurimento conseguente a una forte condizione di stress sul posto di lavoro. Si faceva riferimento però in quegli anni soprattutto alle professioni di aiuto come infermieri, dottori e tutti coloro che si occupano di assistenza.

Per anni questo è stato un termine di nicchia perché le persone che soffrivano di questa problematica non erano poi così numerose, e perché appunto se ne parlava solo in riferimento a una ben precisa categoria di lavoratori. Dopo anni di studi è diventato sempre più evidente che a soffrire di burnout possono essere tutti i lavoratori senza alcuna esclusione, e che questo fenomeno, a causa della società sempre più frenetica in cui viviamo, si è diffuso a dismisura.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il burnout e ne ha dato una definizione ufficiale. Secondo l’OMS infatti, dobbiamo parlarne come di uno stress cronico sul posto di lavoro

Quali sono le cause di questo fenomeno professionale? Come abbiamo appena avuto modo di osservare, la causa principale è lo stress. Il burnout quindi può sopraggiungere nel caso in cui si lavori in modo eccessivo, come coloro che si attardano ogni sera in ufficio, oltre l’orario di lavoro, oppure chi è solito portare un po’ di lavoro da fare a casa dopo cena o nel fine settimana. Può sopraggiungere anche nel caso in cui il soggetto sia sottoposto a responsabilità troppo grandi, quando le scadenze sono troppo vicine oppure quando il lavoro ci porta a stare a contatto, proprio come accade per i medici, con la sofferenza altrui. 

Il sintomo più importante è la stanchezza. Solitamente la stanchezza tende a scomparire dopo un periodo di riposo, ma chi soffre di burnout ha una stanchezza persistente e per quanto ci si riposi, quel senso di spossatezza rimane. Oltre alla stanchezza, si può incorrere in mal di testa piuttosto frequenti, disturbi gastrointestinali e dolori muscolari. Inoltre il sistema immunitario potrebbe risultare davvero molto debole, chi soffre di questa problematica tende quindi ad ammalarsi molto spesso. Senza dimenticare che frustrazione, irascibilità e nervosismo diventano compagni di vita di cui è difficile liberarsi, questo comporta anche non pochi problemi relazionali e sociali. 

Strategie di prevenzione: come evitare il burnout

Prevenire è meglio che curare, quella che a prima vista sembra una frase fatta nasconde dentro di sé invece una grande verità. Sì, perché il burnout non è una condizione che arriva all’improvviso, è la diretta conseguenza di una condizione di stress lavorativo prolungata nel tempo, che persiste da mesi, se non addirittura da anni. È sufficiente quindi seguire delle strategie che ci permettano di evitare lo stress cronico per prevenire la comparsa del burnout. 

Stabilire dei confini tra lavoro e vita privata

Lavorare senza sosta è uno dei fattori che può comportare questa condizione di stress lavorativo, aggravata oggi come oggi dall’utilizzo delle nuove tecnologie che ci costringono a essere sempre connessi e reperibili, 24 ore su 24. È importante invece che il lavoro sia circoscritto esclusivamente alle ore previste dal contratto, così da potersi dedicare alla vita privata. Famiglia, figli, amici, certo, ma non solo; dobbiamo dedicare del tempo anche a noi stessi. È quindi importante avere del tempo per portare avanti i propri hobby o semplicemente per rilassarsi tra le quattro mura domestiche. 

Programmare e delegare

Dobbiamo imparare a programmare alla perfezione il lavoro, pause comprese ovviamente. Sì, il tempo per fare delle pause ci deve essere assolutamente, proprio per questo motivo dobbiamo imparare anche a delegare agli altri alcuni dei nostri compiti. 

Cercare un supporto 

Se senti che lo stress sta prendendo il sopravvento, è importante parlarne con qualcuno. Molte aziende offrono ai loro dipendenti la possibilità di disporre di un servizio psicologico, in questo caso è fondamentale usufruirne. È però possibile anche parlarne con il proprio capo o con i colleghi. 

Migliorare il rapporto con i colleghi di lavoro

Avere un buon rapporto con i colleghi comporta molteplici benefici. Prima di tutto risulta più piacevole recarsi a lavoro ogni giorno e le pause diventano molto più rilassanti, inoltre avendo più colleghi dalla nostra parte, si hanno maggiori possibilità di poter delegare alcuni compiti oppure di sfogarsi. Insomma, l’ambiente di lavoro diventa favorevole all’allontanamento dello stress. 

Attenzione al proprio stile di vita 

Non tutti se ne rendono conto, ma prendersi cura del proprio corpo e della propria salute consente di tenere alla larga anche lo stress, quindi a un’alimentazione sana e a un po’ di attività fisica quotidiana. Inoltre è bene crearsi una routine serale che permetta di riposare al meglio ed evitare fumo e alcol. 

Recupero dal burnout: percorso di guarigione e reinvenzione professionale

Che fare se la prevenzione non ha funzionato e il burnout è arrivato? In questo caso il supporto psicologico è fondamentale, così da intraprendere un percorso terapeutico personalizzato che permetta di lavorare sulle proprie emozioni. Difficile dire con precisione quali siano i tempi di guarigione, è piuttosto soggettivo. Quel che è certo è che ci vuole pazienza, recuperare il proprio benessere dopo il burnout richiede almeno qualche mese di tempo.

Può essere utile anche cercare di modificare il proprio percorso lavorativo. Oltre a rivedere le priorità e modificare le proprie aspirazioni, è possibile acquisire nuove competenze e andare alla ricerca di nuove opportunità. 

In ogni caso, possiamo sempre fare affidamento anche gli integratori appositamente formulati per aiutarci a trovare il giusto adattamento alle situazioni di stress. Trovate il supporto di cui avete bisogno grazie al nostro integratore MOOD. È un prodotto naturale, senza glutine e senza lattosio, formulato con Ashwagandha e Rhodiola Rosea. Sono due piante adattogene utilizzate da tempo immemore proprio per favorire il rilassamento e il benessere. Sono utilissime per chi vuole prevenire il burnout o risollevarsi dopo un lungo periodo stressante, ma adatte in generale a tutti coloro che vogliono allontanare lo stress dal quotidiano. Consentono di ritrovare il buonumore e le energie e di contrastare la stanchezza fisica e mentale. La formula è arricchita con la vitamina B6, che agisce in modo positivo sulla mente e sul sistema nervoso. 

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È importante sottolineare che gli integratori naturali, non sostituiscono una dieta equilibrata, uno stile di vita sano e il consiglio del proprio medico di riferimento. Gli integratori naturali non sono prodotti medici o dietetici e non servono a curare delle malattie o a dimagrire. Servono a favorire il benessere dell’organismo. L'auto-trattamento senza supervisione può comportare rischi, quindi è sempre consigliabile consultare un professionista della salute prima di iniziare qualsiasi regime di integrazione. In particolari condizioni come per esempio la giovane età, la gravidanza, l’allattamento o determinati disturbi o patologie, si consiglia di consultare un medico specialista competente per stabilire al meglio le proprie esigenze alimentari e uso di integratori.

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